Sostituire le batterie del Jornada 720

Qualcuno sicuramente conoscerà, o magari avrà avuto, o ha ancora, un piccolo gioiellino risalente a circa 10 anni fa marchiato HP. Vi parliamo del Jornada 720. Semplice, elegante, completo di tutto il necessario per lavorare ed abbastanza compatto per essere trasportato senza fatica.

Jornada A710

Dopo 10 anni uno dei componenti che facilmente possiamo immaginare esausto è il pacco batteria.

Sappiamo che le batterie dopo un lungo, lunghissimo, periodo di inattività perdono la loro efficacia (anche a parità di tecnologia), a volte si riesce a trovarne di nuove e/o di compatibili, però a prezzi un pò altini.

 

Avendo riscontrato questo problema su un Jornada 720, dopo averlo rispolverato da almeno 5 anni di inattività, si è subito pensato di fare qualcosa…

 

E’ stato quindi aperto il pacco batteria ed investigando un pò sulle batterie all’interno si è scoperto che sono delle comuni UltraFire, tutt’ora in vendita.

Le UltraFire sono particolari batterie ricaricabili a Ioni di Litio che offrono una tensione pari a 3.6V ed una corrente fino a 3000mAh, sono simili a delle stilo, ma leggermente più larghe e lunghe e sono generalmente adoperate in torce elettriche ad alta luminosità.

 

Cercando su un pò di shop online queste batterie con la sigla riportata sulle originali (18650), si è riusciti a trovarle per circa 14$ (poco più di 10€) su DealExtreme.

Tecnicamente parlando il pacco batteria originale offre 7.2V con una corrente di 1500mAh, adoperando queste invece possiamo arrivare al doppio della corrente emessa (3000mAh), che consente quasi di raddoppiare l’autonomia del dispositivo!

Nota: Le batterie andranno montate in serie, come nella foto, quindi avremo solo la somma della tensione e non della corrente, viceversa se fossero state montate in parallelo, ma in questo caso non avremmo la tensione sufficiente richiesta dal dispositivo.

 

Passiamo alla sostituzione.

Da come si evince le batterie originali hanno delle placchette termosaldate sui poli, e poi questi semplicemente saldati a dei conduttori che portano al connettore della batteria. Nessun problema “madornale” fin qui… Si andrà ad operare come nella foto successiva, ovvero saldando dei fili non troppo spessi ai poli che verranno successivamente saldati ai conduttori avvolti nella plastica bianca che vedete:

 

PREMESSA: Come detto in precedenza le UltraFire sono batterie al LITIO, fate quindi molta attenzione a non creare corto circuiti o ad invertire le polarità, perchè ESPLODONO FACILMENTE.

 

Sfortuna ha voluto che queste batterie siano circa 1mm più lunghe delle originali, e se contiamo il restante spessore occupato dai fili e dallo stagno noteremo che nel pacco batteria non ci entraranno mai.

Panico? Nah…

Sono state apportate alcune modifiche all’idea originale presentata qualche rigo più sopra.

Prese le batterie è stato rimosso tutto lo stagno possibile, sono stati limati i poli e saldato i fili necessari (3 invece di 4) sui bordi dei poli delle batterie.

Il 4° filo omesso non è altro che il polo positivo (+) di una delle due batterie messe in serie. E’ stato dunque collegato il filo direttamente sul negativo dell’altra batteria, visto che dato lo spazio ristretto le due batterie faranno per forza contatto, quindi il risultato non cambierà.

 

Detto questo finalmente le nostre batterie riusciranno ad entrare nel pack originale! E’ stato richiuso il pack con dell’attack ai bordi, ognuno ovviamente può richiuderlo nel modo che ritiene più idoneo.

Generalmente queste batterie hanno una carica minima residua, anche se nuove, sufficiente per alimentare l’apparecchiatura per qualche minuto (giusto per verificare se tutto funziona), quindi prima di metterla in carica la testiamo e…

FUNZIONAAAA!!! \o/

 

Per qualsiasi dubbio o problema lasciate una segnalazione sul Forum.

Nota: Questo è un Tutorial AMATORIALE, non mi assumo nessuna responsabilità sui danni che potrete provocare a cose o persone nell’uso scorretto di questa guida. E’ richiesto un minimo di conoscenza degli strumenti adoperati (saldatore, stagno), nonché della pericolosità di alcuni elementi se male impiegati (temperature elevate del saldatore, rischio di esplosione delle batterie per cortocircuito, etc…)

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